Don't take life too seriously: it's just a temporary situation

Biografia

Nacqui un po’ di tempo fa, non importa molto quando, ma di sabato (e per questo, secondo alcuni, mi manca un venerdì).

 

Al primo bivio importante della carriera scolastica scelsi il liceo classico, invece di quello scientifico, pur avendo già deciso che sarei andato in una facoltà scientifica.

Perché? Perché non sapevo disegnare (e se guardate i miei disegni sul sito, lo capite subito) e detestavo farlo.

Così studiai più latino e greco di quanto avessi immaginato. Ora, tanti anni dopo, rifarei la stessa scelta, con un motivo in più: l’affetto per le lettere classiche.

 

Il mio primo amore fu la Matematica, e in particolare la teoria dei numeri, ma arrivato al momento di iscrivermi all’Università m’accorsi che allora in Italia le possibilità d’impiego fuori dall’insegnamento per un laureato in Matematica erano davvero scarse, cambiai cavallo e scelsi Fisica. Altra scelta che rifarei, anche se a metà percorso cambiai di nuovo destriero, nel senso che m’appassionai all’Informatica.

 

Così mi laureai in Fisica, ma con una tesi su un interprete LISP, e trovai posto in una società che s’occupava d’informatica, piccola, ma piena di gente molto brava e in rapida crescita.

Finii con l’occuparmi di software di base: compilatori (una mezza dozzina, dal Pascal al FORTRAN, passando per il C), sistemi operativi real time (un paio), debugger, interpreti e, per riconciliarmi con la matematica, tanto software numerico. Scrissi tutta la matematica di base per due generazioni di macchine Olivetti: oltre 300000 righe di assembler (il fatto che l’azienda non esista più non è necessariamente legato al mio lavoro per essa).

 

Programmare mi piacque sin da subito; scoprii però che scendere sotto le 20000 righe di codice all’anno mi provocava crisi di astinenza e imparai a convivere con questa intossicazione.

 

E così tra un compilatore e una funzione matematica mi ritrovai a fare esperienza in settori diversi, dall’avionica alla cartografia marina, passando per un programma per disegno di quei ghirigori che rendono difficile la falsificazione delle banconote, un sistema di votazioni e la stabilizzazione di barche ad alte prestazioni. Sono arrivato molto in alto: a oltre 1000 km di quota, avendo scritto la matematica di base del satellite Tethered, per cadere ignominiosamente con esso (non a causa del mio lavoro, come sostengono alcuni, ma perché si ruppe il cavo).

 

A metà degli anni ’90 il prof. Degli Antoni mi chiamò a tenere un corso di programmazione nell’Università di Informatica, che aveva appena aperto il primo anno a Crema; dopo tre anni fui promosso al secondo anno, a insegnare sistemi operativi, e dopo altri quattro al terzo. Non una carriera veloce, ma un’esperienza unica, bellissima e indimenticabile.

A proposito, quell’Università non esiste più, ma non per colpa mia.

 

Lasciai un decennio dopo e dopo un’altra dozzina d’anni mi ritrovai a godere una meritata pensione e a poter finalmente sfogare il mio amore per la matematica, costruendo questo sito.

 

Non per molto: un’azienda mi offrì un incarico, che nascondeva una grossa sfida, e siccome so resistere a tutto, tranne che alle tentazioni, accettai. Così mi ritrovo a fare il direttore ricerca e sviluppo di un’azienda ad alta tecnologia, piccola, ma piena di gente brava e molto determinata ad avere il successo che merita.

 

Il lavoro sul sito rallenta, ma attendo fiducioso il (secondo) pensionamento.